Ritiro Avvento 2023

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Ritiro Avvento 2023

“Eccomi …” è il tema del Ritiro di Avvento, con il quale, nei giorni 15 e 16 di dicembre di quest’anno 2023, il nostro seminario si prepara a vivere intensamente e con spirito rinnovato le prossime festività natalizie.

Il ritiro è stato guidato da Padre Ottavio De Bertolis, sacerdote della Compagnia di Gesù che insegna Sacra Scrittura alla Facoltà di Giurisprudenza della LUMSA di Roma, è vicerettore della Chiesa del Gesù, nonché Cappellano della Cappella della città universitaria della Sapienza in Roma.

Il ritiro è un momento propizio per poter incontrare ancora una volta il Signore. Il brano che ci è stato presentato è l’annunciazione a Maria (Luca 1, 26-38). Maria è typos della Chiesa. Quello che accade a Maria è ciò che accade ad ogni anima fedele. Maria concepisce nello Spirito innanzitutto la fede che la fa portatrice di Cristo, in lei il Verbo si fa carne. La Chiesa ama Maria perché in lei vede se stessa. Ogni anima è mariana o “mariaforme”. La Chiesa è il luogo in cui si fa presente la Trinità. La Parola si fa carne nella nostra carne cioè nelle nostre esistenze. Nonostante esse siano segnate da incapacità e contraddizioni eppure si incarna.

La nostra vita spirituale è un magis, è un di più. Questo di più è il frutto che si crea passivamente in noi quando accogliamo l’infinito che in noi si dilata. La crescita nella vita spirituale è innanzitutto l’orazione. Questa orazione è l’apertura che custodiamo vegliando e pregando.

Gli uomini di Dio sono uomini di orazione, è questa la loro identità più profonda. La porta per entrare nel Castello interiore è l’orazione e la contemplazione dei misteri della vita di Gesù, ciò vuol dire custodire la Parola. Il nostro rapporto con il Signore può essere ostacolato da false ragioni che ci conducono verso una diminuzione della fede, della speranza e della carità, ma lo Spirito che viene da Dio, invece, consola e conduce verso un aumento di fiducia, di fede, di speranza e di amore verso Dio, verso gli altri e verso se stessi.

“Tu hai trovato grazia” (v. 30). La grazia è gratis data, mi ha amato e ha dato se stesso per me. La grazia la vediamo in Gesù Cristo e questi crocifisso. Noi crediamo in un amore gratuito e per far questo, basterebbe non proiettare su di Lui quello che viviamo nel mondo in cui siamo nati e si oppone alla logica divina. Credere nell’amore gratuito di Dio è un atto di fede, tanto che “la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede” (Eb 11,1). Il massimo della fede si ha quando nonostante i nostri limiti e imperfezioni ci affidiamo allo Spirito. La nostra beatitudine è nella fede e noi ci immergiamo in quell’amore gratuito di Dio, perché è stato Lui che ci ha amato per primo. E ci lasciamo persuadere dalla certezza che noi diventiamo e siamo veramente noi stessi quando Cristo vive in noi.

Continuando la riflessione, ogni anima ha ricevuto una vera annunciazione nella esperienza dello Spirito, nella esperienza della Parola che si fa carne nella nostra vita, ogni anima assomiglia a Maria e come lei concepisce il Verbo. Ma nel leggere i vangeli il rischio è farne una lettura cronologica. I vangeli, che sono la narrazione delle persone che ne sono protagonisti e così sono anche la nostra narrazione, in realtà, si capiscono dalla fine. Come scrive Tommaso D’Aquino: “finis est causa causarum”, cioè la fine o il fine è la causa di tutte le cause, sta all’inizio di tutti gli inizi. L’esperienza della nostra annunciazione, della consapevolezza della presenza di Dio nella nostra vita, deve essere ricapitolata nella esperienza della resurrezione. La Pasqua non è al di là da venire. È il Vivente che è venuto nella nostra vita, è venuto a visitarci ed è entrato nella nostra vita nonostante le nostre porte chiuse. Egli ha portato la pace. Perché è Lui la nostra pace. Da questa consapevolezza, ne scaturisce che santo non è colui che offre a Dio delle buone opere, ma è colui che nella sua realtà offre se stesso a Cristo. Il fine è la resurrezione e da lì bisogna rileggere tutto.

Concludiamo affidandoci alla Vergine dell’annunciazione con l’espressione “barocca” di san Luigi Maria Grignion de Montfort che dice: Disponi di me e di quanto mi appartiene alla maggior gloria di Dio. Amen.

 

Stefano Cucciniello – Sesta Comunità

 

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