INTELLIGENZA ARTIFICIALE E ALGOR-ETICA

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E ALGOR-ETICA

Prima di parlare di Intelligenza artificiale (IA), sarebbe giusto spendere qualche parola per cercare di comprendere cosa sia prima di tutto l’intelligenza naturale, ovvero quella che Dio ha donato ad ogni uomo. A riguardo possiamo riprendere il pensiero di ovvero Platone. Il filosofo greco parla dell’intelletto, come la facoltà che consente di raggiungere il grado più alto della conoscenza, che rappresenta la realtà vera, rispetto alla quale il mondo delle cose sensibili è soltanto una copia imperfetta. Da queste poche parole, si comprende che il compito dell’intelligenza “artificiale” e “naturale” dovrebbe essere quella di cogliere la realtà vera delle cose o quanto meno saper distinguere tra ciò che è bene e ciò che è male per l’uomo. Quindi ad oggi, facendo riferimento alle ultime innovazioni dell’intelligenza artificiale, di cui proveremo a parlare in questo articolo, ci si potrebbe chiedere se l’IA è in grado di far ciò.

Evoluzione dell’Intelligenza Artificiale

L’Intelligenza Artificiale (IA), che fino a qualche tempo fa suonava come qualcosa di fantascientifico, oggi trova le sue applicazioni nei contesti reali più svariati. A partire dal settore delle auto, con lo sviluppo della guida autonoma e assistita (si pensi ad esempio alla Google Car[1] l’auto senza conducente della Google, oppure ai veicoli prodotti dall’azienda Tesla[2]) fino a quello domestico nel settore della domotica[3] (si pensi ad Alexa l’IA sviluppata dall’azienda statunitense Amazon in grado di interpretare il linguaggio naturale e dialogare con gli umani). Si deduce che il tema dell’intelligenza artificiale, sta assumendo negli ultimi anni un’importanza sempre maggiore, non solo perché comincia ad essere più conosciuta ed utilizzata, spesso anche in maniera inconsapevole, ma anche perché l’evoluzione degli algoritmi[4] e delle tecniche che la compongono si sta sviluppando con una velocità sempre maggiore[5]. Ad oggi l’ultima frontiera dell’IA è l’Intelligenza Artificiale Generativa, che come si può dedurre dal nome, è in grado addirittura di creare nuovi contenuti, ovvero eseguire autonomamente particolari lavori che finora solo un uomo poteva fare. Ad esempio gli algoritmi dell’IA generativa, sono in grado di generare autonomamente articoli, documenti e addirittura scrivere poesie. Si veda ad esempio il caso di ThisPersonDoesNotExist[6], ovvero un sito Web in grado di generare volti realistici, sebbene non appartenenti a nessuna persona reale. Un’ importante applicazione che si basa su quest’ultima frontiera dell’intelligenza artificiale, è ChatGPT di OpenAI[7]. Potremmo dire che questa applicazione, al momento, è una delle più innovative per quanto riguarda il campo dell’IA generativa. ChatGPT si basa su uno degli algoritmi generativi più famosi GPT (Generative Pre-trained Transformer). Il modello è stato addestrato su un grande corpus di testo, ed ottimizzato manualmente da addestratori umani[8], utilizzando un algoritmo chiamato “pre-training“, in modo che potesse acquisire una comprensione generale del linguaggio e delle relazioni tra le parole. GPT è in grado di generare testo plausibile e coerente, difficilmente distinguibile da un testo scritto da un essere umano.

Il Vaticano e la fondazione renAIssance. Nascita dell’Algor-etica

Riguardo il tema dell’Intelligenza Artificiale anche la Chiesa si è attivata da qualche anno. Il 12 Aprile del 2021 il Santo Padre Francesco, ha istituito la fondazione renAIssance[9], che ha sede nello stato della città del Vaticano, con la direzione scientifica di Paolo Benanti, professore di Etica delle Tecnologie, dell’Intelligenza Artificiale e Bioetica presso la Pontificia Università Gregoriana. La fondazione renAIssance è un’organizzazione no-profit con l’obiettivo di promuovere la riflessione antropologica ed etica delle nuove tecnologie sulla vita umana.

Il mese scorso, il 10 Gennaio 2023, nella Casina Pio IV, ha avuto luogo l’evento AI Ethics: An Abrahamic commitment to the Rome Call[10], dove è stato firmato dai tre rappresentanti delle religioni abramitiche, un documento per lo sviluppo etico dell’intelligenza artificiale. Riportiamo di seguito alcune parole del Santo Padre Francesco ai partecipanti all’incontro[11]: “L’evento di oggi vede il coinvolgimento anche delle delegazioni ebraiche e islamiche, che guardano alla cosiddetta intelligenza artificiale con uno sguardo ispirato dalle parole dell’Enciclica Fratelli tutti… Siamo tutti consapevoli di quanto l’intelligenza artificiale sia sempre più presente in ogni aspetto della vita quotidiana, sia personale che sociale. Essa incide sul nostro modo di comprendere il mondo e noi stessi. Le innovazioni in questo campo fanno sì che tali strumenti siano sempre più decisivi nell’attività e perfino nelle decisioni umane… Sono lieto di sapere che volete coinvolgere anche le altre grandi religioni mondiali e gli uomini e le donne di buona volontà affinché l’algoretica[12], ossia la riflessione etica sull’uso degli algoritmi, sia sempre più presente”. Dopo la cerimonia ufficiale hanno preso la parola anche i primi firmatari della Rome Call for AI Ethics (febbraio 2020). Darío Gil, direttore della Ricerca di IBM, ha detto: “Il fatto che le grandi religioni monoteiste abramitiche si siano riunite per riflettere e agire sulle implicazioni della rapida avanzata delle frontiere della scienza e della tecnologia, come esemplificato dall’intelligenza artificiale, è di importanza storica. IBM è un’istituzione che da oltre un secolo promuove responsabilmente tali frontiere e crediamo che sarà compito di tutta la società e di tutte le nostre istituzioni, comprese quelle religiose, ragionare sulle implicazioni morali ed etiche dei grandi progressi scientifici e tecnologici”.

A questo punto non rimane che provare a dare una risposta alla domanda che ci ponevamo all’inizio di questo breve articolo. Può l’Intelligenza Artificiale cogliere la realtà vera delle cose, o quanto meno saper distinguere tra ciò che è bene e ciò che è male per l’uomo?

Alla luce di quanto abbiamo riportato, sembra che almeno per ora non ci sia un vero interesse nel rendere l’IA capace di cogliere la realtà vera delle cose, ma più che altro renderla funzionale e in grado di svolgere determinati compiti per cui è stata progettata, quindi il suo fine è l’utilità, ovvero il raggiungere un determinato scopo (spesso dettato dalle richieste di mercato del momento). Forse partendo dall’applicazione di un Algoretica, come proposto dalla fondazione del Vaticano renAIssance, si potrebbe cominciare a conferire a questa Intelligenza Artificiale una sorta di etica, che la potrebbe rendere in grado di distinguere ciò che è bene da ciò che è male per l’uomo. Ma è ovvio che tale etica sarà sempre conferita attraverso un processo di addestramento degli algoritmi, che viene fatto dall’uomo stesso e difficilmente si potrà rendere questa intelligenza infallibile, in quanto addestrata e sviluppata da esseri fallibili.

 

Vincenzo Gisondi

Comunità I anno

 

[1] Di seguito un articolo del mensile di scienza “Focus”, dove i responsabili del progetto Waymo spiegano come la loro creatura stia imparando anche a riconoscere le sirene dei mezzi di soccorso e a comportarsi di conseguenza. https://www.focus.it/tecnologia/motori/la-google-car-alla-prova-ambulanza

[2] È un’azienda multinazionale statunitense specializzata nella produzione di auto elettriche, che nelle ultime auto prodotte sul mercato utilizza algoritmi per la guida autonoma. https://www.tesla.com/it_it/support/autopilot

[3] È la scienza che si occupa dello studio delle tecnologie adatte a migliorare la qualità della vita in casa.

[4] In matematica e informatica un algoritmo è la specificazione di una sequenza finita di operazioni (dette anche istruzioni) che consente di risolvere tutti i quesiti di una stessa classe o di calcolare il risultato di un’espressione matematica. https://it.wikipedia.org/wiki/Algoritmo

[5] Prospettive di intelligenza artificiale: mente, lavoro e società nel mondo del machine learning. Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione, CNR, Sapienza Università di Roma. https://www.rivisteweb.it/doi/10.1421/90306

[6] Si tratta di un algoritmo, basato su uno strumento matematico abbastanza complesso ma molto usato nell’ambito di studi di visione artificiale e machine learning (GAN). https://www.html.it/magazine/thispersondoesnotexist/

[7] OpenAI è un’organizzazione fondata da Elon Musk e Sam Altman, senza fini di lucro. Si occupa di ricerca sull’intelligenza artificiale con lo scopo di promuovere e sviluppare un’intelligenza artificiale definita amichevole (friendly AI). https://it.wikipedia.org/wiki/OpenAI

[8] Dietro ChatGPT c’è un esercito di addestratori sottopagati. Un’inchiesta di Time ha svelato che OpenAI ha affidato a un fornitore esterno il compito di visionare ed etichettare contenuti violenti per ripulire i risultati dell’algoritmo. https://www.wired.it/article/chatgpt-lavoratori-umani-addestramento-intelligenza-artificiale/

[9] Sito internet della fondazione renAIssance del Vaticano: https://www.romecall.org/renaissance-foundation/

[10] Di seguito l’articolo su Vaticannews riguardo la Rome Call: https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2023-01/etica-dell-intelligenza-artificiale-l-impegno-delle-religioni.html

[11] Discorso del Santo Padre Francesco all’incontro Rome Call promosso dalla fondazione renAIssance: https://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2023/january/documents/20230110-incontro-romecall.html

[12] Indagine sui problemi etici collegati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e, in particolare, degli strumenti che si basano sugli algoritmi.

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