La musica: un valore in più!

La musica: un valore in più!

Quante volte nel mezzo di una crisi mettendo le cuffie il brano che parte sembra essere capace di ascoltare ciò che in quel momento scuote il profondo di ognuno. La musica mette ordine, dà un nome a ciò che si muove dentro che sia rabbia, gioia o anche dolore. Una melodia libera, parla al cuore, può salvare la vita fornendo le parole giuste per descrivere cosa si muove nel più intimo di sé stessi, permette di comprendere per chi, nonostante le fatiche, si va avanti.

La musica è la lente senza la quale non si vede tutto il bello che c’è nelle cose e che riesce ad esprimere ciò che le parole non dicono. Comunica il dolore, l’amore, il non dicibile perché ha un linguaggio tutto suo che muove le corde dell’esistenza e mette in gioco. È pacifica e tuttavia a volte dura, perché smuove le coscienze, parla e non la si può zittire, perché non comunica solo all’udito ma coinvolge tutto il corpo nella sua specificità di affidare alle vibrazioni il messaggio di cui si fa portatrice. Che sia un canto popolare oppure un brano lirico la musica comunica ad ognuno qualcosa di sé e di chi l’ha composta. Ascoltare un brano, di qualsiasi genere si tratti, mette di fronte ad un artista, alla sua storia, a ciò che l’ha portato a scrivere quell’opera, ma riguarda anche una collettività che sente in quella composizione qualcosa di proprio che la caratterizza e nel modo più assoluto riguarda ognuno che l’ascolta. Ognuno ha alcuni artisti che riescono nella missione di comunicare qualcosa capace di scuotere, che con la sua arte permette di prendere coscienza, di comprendere, cambiare, darsi da fare, svegliarsi dal torpore del sentirsi inutili o dall’inganno di credersi il centro del mondo. La musica è comunicazione, non riguarda mai un singolo ma è lo stare l’uno di fronte all’altro.

Un testo molto significativo, capace di mostrare tutta la forza comunicativa della musica, è sicuramente Non vale più dell’artista romano Niccolò Fabi contenuto all’interno dell’album Una somma di piccole cose del 2016. Non si cerca qui di analizzare quello che l’artista nello scrivere l’opera vuole trasmette ma si tratta di presentare un punto di vista che porta in sé il desiderio di inaugurare un dialogo, un insieme di punti di vista che dicono tutta la complessità che rende la musica così straordinariamente unica. Un componimento musicale, come ogni espressione artistica, è un diamante che sprigiona colori diversi a seconda della luce che lo attraversa. La musica chiama sicuramente a destarsi dal sonno dell’apparente per entrare nel cuore delle cose, mostra quelle sfumature che le sole parole non sono in grado di cogliere.

Bisogna fare attenzione a sottovalutare ciò che capita perché se ridi ti si chiudono gli occhi/ ai dittatori infatti piace scherzare/ Di notte ogni macchina è uguale/ la muffa può sembrare caviale. Cercare la luce perché il buio confonde, illude. Non ci si può limitare a guardare un aspetto del mondo in cui si è immersi perché altrimenti si corre il rischio di soffermarsi sulle formiche senza sapere che le aquile hanno tanto da insegnare. Amico, amico caro guarda più in alto/ dalle formiche hai imparato solo a metterti in fila/ molliche come sempre per cena/ la regina ci nasconde qualcosa. Ognuno è inserito in un disegno bellissimo nel quale deve dare la sua parte cogliendone le specificità del proprio tempo, facendo attenzione di non soffermarsi su ciò che oggi non vale più/ oggi non basta più. La vita è un dono speciale e ognuno è chiamato a comprendere come può e deve darsi da fare per valorizzarla: vita che ti passo accanto/ unico grande spettacolo senza una prova/ ci si danna per cambiare la trama/ di sicuro non si cambia il finale. La vita è dunque un’opportunità unica il cui finale è già scritto, la morte che non deve essere limite ma spone per dare di più, ma la cui trama può essere cambiata, riscattata, rivalorizzata se solo non ci si lascia bloccare da un possibile “imprevisto” o “ingiustizia”. Ognuno deve mettere a disposizione la propria vita affinché a nessuno sia tolto il diritto di vivere serenamente, mossi dalla certezza che le grandi rivoluzioni fanno molta paura/ come molta paura fa fare grandi rivoluzioni. Guerrieri, sacerdoti e operai in fila per prendere il pane/ in fila a chiedere il pane.

Tutti chiamati a chiedere il “pane” affinché nessuno ne sia privo: può essere questa la perla custodita da questo brano di Fabi ma è necessario continuare a scavare e a interrogarsi. La musica è ricerca.

 

Ivan Aiello

(Comunità IV anno)

3 Comments

Grazie Ivan.
È proprio vero, la musica, i canti, ci accompagnano per tutta la nostra vita. Smuovo sentimenti, scuotono coscienze. Una delle più belle invenzioni, se così la si può definire.

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