Se scopri di avere un amico…

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Se scopri di avere un amico…

«Chiedete e vi sarà dato» (Mt 7,7) dice il Maestro parlando della preghiera, ma io vi assicuro che vale anche per gli amici: chiedete ad un’amica una canzone bella da poter ascoltare e condividere e non vi lascerà andare via senza. Nel mio caso la risposta alla mia domanda è stata una canzone sull’amicizia: L’attimo in cui di L’Aura.

In questi giorni di Pasqua l’ho ascoltata più volte, il ritmo e le parole entrano facilmente in testa e così mi sono ritrovato a canticchiarla dappertutto e in qualsiasi momento. Che dono grande l’amicizia, un dono stupendo e meraviglioso. E a pensarci bene questa canzone è anche molto pasquale. E a pensarci ancora meglio l’amicizia è così bella e grande e meravigliosa che Gesù prima di andare via, prima di offrirsi e dare la vita per noi (perché «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici») ci ha detto: «Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi» (Gv 15,15). A dir la verità io non so se riesco a rendermene abbastanza conto di questa cosa (molto probabilmente no!). Il fatto è che non c’è un’amicizia senza condivisione, senza una relazione che sia profonda, viva, reale: Lui ci offre proprio questo, Lui ci dona di conoscerlo. Allora questa canzone, che parla dell’amicizia, la possiamo ascoltare pensando a Lui: l’amico per eccellenza! Il ritornello della canzone dice: “non dovrai arrenderti mai, non hai da temere, se scopri di avere un amico accanto a te”; e chi, più di noi cristiani, può avere la consapevolezza di non essere mai solo, di avere sempre e ovunque l’Amico accanto a sé, lo stesso che ci ha detto: «Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»? Quindi questa frase della canzone noi la sappiamo pienamente vera, ed è fantastico!

E sempre L’Aura dice: “Per conquistare la tua identità puoi rischiare di perderti lungo la via ma supererai le difficoltà se un amico ti fa compagnia”; ecco, per noi cristiani anche questa “ricerca di sé”, in realtà, non deve accompagnarsi all’amicizia con Lui, ma va piuttosto fondata nella relazione con Lui. Gesù ci ha svelato chi siamo davvero, con Lui abbiamo riconquistato la nostra identità, la mia identità: io sono Figlio di Dio, io sono il Figlio Amato, io sono l’Amato. E, a proposito di amato, le mie riflessioni sull’amicizia ed in particolare sull’amicizia delle amicizie non poteva concludersi senza un ulteriore passaggio, non poteva non approdare alle sponde di un altro Canto. C’è quest’altro libro della Scrittura che parla di amicizia, ma di un’amicizia diversa, in fiamme, più profonda, più “mistica”: il Cantico dei Cantici, in esso gli amanti si chiamano reciprocamente anche come “amici”.

Siamo partiti da una canzone di L’Aura (L’attimo in cui), una canzone tra tante; ma c’è chi ci canta una canzone che al solo ascoltarla ci si innamora e si è beati, la canzone delle canzoni, la canzone per eccellenza che è, appunto, proprio il Cantico dei Cantici. Rabbi Aqiba a proposito di questo libretto diceva: “Il mondo intero non è tanto prezioso quanto il giorno in cui fu dato ad Israèl il Cantico dei Cantici, perché tutti gli scritti sono sacri, ma esso è il sacro per eccellenza” (Mishnà Jadayim, 3,5). Questo è il Canto d’amore per eccellenza, il canto pasquale per eccellenza, è il Canto del Risorto alla sua Sposa; questo è il Canto che Gesù, il Risorto, canta alla sua Chiesa e, in essa, ad ogni cristiano e dunque anche a te e me. Il viaggio cominciato da “L’attimo in cui” è andato lontano, lo devo dire a quella mia amica e magari a lei posso consigliare la Canzone delle Canzoni, chissà se le piacerà!

 

Pietro Ciotta

(Comunità III anno)

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