LA FORZA DELLA DEBOLEZZA

LA FORZA DELLA DEBOLEZZA

LA FORZA DELLA DEBOLEZZA

Venerdì 11 e sabato 12 marzo abbiamo vissuto in Seminario il Ritiro di Quaresima, guidati nella preghiera dalle parole di don Luigi Verdi. Don Luigi Verdi è il sacerdote che ha dato vita alla Fraternità di Romena di Portovecchio, la quale si trova nella provincia di Arezzo. Qui c’è la Pieve a cui accorrono innumerevoli persone in cerca di aiuto, di una parola di conforto e di serenità.  Dopo sette anni di sacerdozio egli visse una crisi violenta che lo indusse a chiedere un anno di pausa e di riflessione al suo Vescovo. Si rese conto, come ci ha lui stesso raccontato, di provare un enorme senso di inadeguatezza dovuto fondamentalmente a due ragioni: la sua grande timidezza e le sue mani, affette da una malformazione congenita. Decise pertanto, con l’aiuto del salmo che dice che La pietra scartata è diventata la pietra angolare, di trasformare le sue due “peggiori” caratteristiche nel meglio di lui.

Il pomeriggio di venerdì ci ha invitati a riflettere su due “numeri” che a lui hanno dato un grande aiuto:

  • il numero sette, ossia le sette parole di Gesù in croce:

“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”

“Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”

“Oggi sarai con me in Paradiso”

“Donna, ecco tuo figlio”

“Ho sete”

“Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”

“Tutto è compiuto”

 

  • il numero cinque, ossia:

il perdono

la forza della debolezza

la bellezza

la tenerezza

la gioia.

La mattina di sabato don Luigi ci ha esposto ciò che sogna per la Chiesa, nell’ottica di un cristianesimo che sia veramente autentico, evangelico e coraggioso:

più responsabilità: non bisogna dare sempre la colpa agli altri, ma piuttosto chiedersi: “Dopo che sono passato io, ci sarà più vita o più morte?”

leggerezza e disciplina ben armonizzate, tenute assieme

semplicità: come diceva san Giovanni XXIII, più una cosa è naturale e più lì c’è Dio!

Più maternità: bisogna saper unire la dolcezza e la forza, come Maria, come Gesù!!

L’invito finale è stato quello di non perdere soprattutto la gioia, perché chi decide di spendere la sua vita per Dio non può essere mediocre: ci vuole il coraggio, che si ha quando non ci si fa bloccare dalla paura…

Prima di sciogliere il silenzio, poi, abbiamo partecipato alla s. Messa presieduta dal Rettore padre Ronny Alessio SJ nella Cappella Maggiore del nostro Seminario: don Luigi ci ha lasciato ancora qualche parola nell’omelia, e poi ci ha salutato con una preghiera finale. Ringraziamo il Signore per questi due giorni di preghiera così intensi che ci ha donato di vivere e per la presenza in mezzo a noi di don Luigi, che con le sue parole ed il suo esempio è riuscito a darci una grande “carica spirituale” per proseguire al meglio il cammino in questo tempo di Quaresima.

 

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