La bellezza di perdere la propria vita per amore della Chiesa

La bellezza di perdere la propria vita per amore della Chiesa

La bellezza di perdere la propria vita per amore della Chiesa

Oggi ha presieduto con noi la celebrazione intercomunitaria p. Domenico Marafioti sj, superiore della comunità dei pp. gesuiti di Villa San Luigi, nonché direttore della nostra storica ed omonima biblioteca [http://www.bsl.it]. Padre Domenico ci ha subito esortati nel comprendere come Sant’Iganzio di Antiochia, di cui oggi abbiamo celebrato la memoria, sia stato un uomo intriso di Cristo e dedito promotore per l’unità della Chiesa in un periodo certamente non semplice. Come Cristo, anche lui si è fidato di un Padre che non pone la parola fine con la croce, ma in un oltre. E Come Sant’Ignazio, anche noi siamo chiamati a seguire le orme di questa donazione con la nostra scelta di vita rivolta al presbiterato, una scelta che deve trovare amore sincero nel suo fondamento.
S. Ignazio nutriva un profondo amore amore verso la Chiesa. Nelle sue lettere infatti, si parla dei 3 gradi dell’ordine sacro e ha attribuito ai discendenti degli apostoli il titolo di episcopus. Senza questi 3 gradi dell’ordine non ci sarebbe stata la chiesa stessa. Senza preti non ci sarebbe chiesa. Oltre all’amore verso di essa, Ignazio è stato promotore della sua unità cercando di sedare le tante divisioni presenti all’epoca e ristabilendo l’unità della Chiesa. Accanto a questo amore, Ignazio era innamorato di Cristo. Nutriva un particolare amore per Gesù crocifisso. Sosteneva infatti che se Gesù per amore nostro è finito sulla croce, anche noi siamo chiamati a suscitare sentimenti profondi verso colui che ci ha salvato. E’ la bellezza di perdere la propria vita per amore di quel crocifisso e della chiesa.
P. Domenico, infine, ci ha incoraggiati ad essere testimoni autentici di questo amore e sull’esempio di Sant’Ignazio di Antiochia, ad amare la Chiesa e pregare per la sua unità.

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