“BABILONIA NON AVRÀ L’ULTIMA PAROLA”

“BABILONIA NON AVRÀ L’ULTIMA PAROLA”

“BABILONIA NON AVRÀ L’ULTIMA PAROLA”

Giovedì 29 novembre la comunità di seminario ha celebrato la messa intercomunitaria presieduta da padre Mario Imperatori sj. Durante l’omelia padre Mario si è focalizzato sui messaggi di sventura delle letture proposte dalla liturgia del giorno. Gesù sperimentando come Geremia la non accoglienza della città santa profetizza come lui la diaspora, ossia ciò che a breve succederà. Quest’annuncio non è un annuncio drammatico nel segno della disperazione. Esso è dato in una storia di salvezza. Nel momento in cui Gerusalemme viene distrutta la grazia del Vangelo arriva alle nazioni della terra, ma anche il tempo della distruzione è tempo di salvezza. Questo vale se consideriamo in parallelo la Babilonia dell’Apocalisse. Quella città che oggi potremmo chiamare la globalizzazione politico, economica e culturale che tocca tutto il mondo. Più precisamente quella struttura di peccato che porta al degrado della vita collettiva e che appunto inquina la creazione. Ma anche tale città arriverà alla fine. Se nella Babilonia terrena neanche più le nozze sono motivo di gioia, di una gioia più umana Gesù ci ha annunciato che ci saranno delle nozze più grandi preparate per noi che sono le nozze dell’Agnello. Allora l’apocalisse sembra rivelarci una buona notizia e cioè che la Babilonia terrena non avrà mai l’ultima parola.

Noi siamo chiamati a vedere l’oggi, la vita della Chiesa e della società con i loro problemi non con uno sguardo mondano ma con lo sguardo della fede che dona speranza. Una speranza che nasce dalla certezza della sua venuta.

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