MESSA NELLA SOLENNITÀ DI S.ALFONSO MARIA DE’LIGUORI: “LA MESSE È ABBONDANTE…”

MESSA NELLA SOLENNITÀ  DI S.ALFONSO MARIA DE’LIGUORI: “LA MESSE È ABBONDANTE…”

MESSA NELLA SOLENNITÀ DI S.ALFONSO MARIA DE’LIGUORI: “LA MESSE È ABBONDANTE…”

La comunità di seminario giorno 27 aprile ha celebrato la  messa intercomunitaria nella solennità di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, patrono del seminario. La Messa è stata presieduta da padre Gianfranco Matarazzo provinciale della provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù. Alla luce del Vangelo padre Gianfranco ha analizzato la frase:

La messe è abbondante…”

Indipendentemente dal senso abituale che noi diamo a questo passo del Vangelo qui il Signore ci  dice che c’è la presenza di qualcosa di abbondante

 

Il Signore ci ricorda che ci sono dei frutti abbondanti anche quando siamo nella miseria, nella difficoltà e quando la situazione non è delle migliori. Fin qui sembra non esserci nessun problema ma il problema c’è:

“Mancano le persone che sappiano mietere.”

Senza tali persone rischiamo di raccogliere solo ciò che è superficiale, solo ciò che è futile e non entriamo in profondità.

“Chi sono queste persone, questi operai che mietono il campo anche nei momenti più difficili?”

Sono tutti i battezzati. C’è spazio per tutti. Nella solennità di oggi, però padre Gianfranco ha ribadito che quei mietitori siamo noi seminaristi che devono avere le caratteristiche del buon soldato di Cristo (2 Tm 2,3). Essere seminaristi non consiste solo nell’inseguire una formazione brillante, ma bisogna avere quel rapporto sincero con il Signore, con colui che accoglie e perdona. Questa è già un’armatura straordinaria perché tale esperienza ci fa essere annunciatori di misericordia.

“Che tipo di raccolto c’è? Ossia di cosa è fatto questo raccolto?”

Il raccolto è fatto di fede. Una fede pienamente diffusa in attesa di essere raccolta. Il raccolto è fatto di stili di vita nuova, di rapporti interpersonali e sociali, decisivi per la nostra missione perché bisogna saper bilanciarli. 

Nel raccolto c’è il bene comune. Bisogna saper raccoglierlo e sottrarlo alla retorica per poter attuarlo veramente. Nel raccolto c’è la formazione che non aspetta altro di essere mietuta e raccolta da noi seminaristi. Raccolta non nel senso di prenderla come se fosse una pergamena. La formazione offertaci serve per valorizzare la chiamata ricevuta, per portarla a pieno compimento e realizzarla nella nostra vita, perché non dobbiamo dimenticarci che c’è un raccolto abbondante che siamo proprio noi a mietere.

 

 

 

 

 

 

 

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