MESSA IN PREPARAZIONE ALLA SETTIMANA SANTA: “LAZZARO, VIENI FUORI !”(Gv 11,43)

MESSA IN PREPARAZIONE ALLA SETTIMANA SANTA: “LAZZARO, VIENI FUORI !”(Gv 11,43)

MESSA IN PREPARAZIONE ALLA SETTIMANA SANTA: “LAZZARO, VIENI FUORI !”(Gv 11,43)

 

Giovedì 22 marzo la comunità di seminario ha celebrato la messa in preparazione alla settimana santa presieduta dal nostro rettore padre Franco. Riprendendo il tema del convegno degli studenti della P.F.T.I.M.  svolto il 21 marzo incentrato sulla cura del fine vita e considerando il passo del vangelo (Gv 8,51 – 59) sulla resurrezione di Lazzaro, padre Franco ha focalizzato l’omelia  sul significato della morte e del senso della resurrezione.

La paura della morte ci fa vivere agitati, sempre in cerca del piacere, raccattando cose, emozioni  il più velocemente possibile. 

Tale vita comunque ci rende schiavi. La Pasqua, invece, ci regala la logica della resurrezione. Ci regala di non essere più succubi della paura della morte. Forse bisogna considerare la mortalità intesa come la caducità di estinguersi e dissolversi ma non per sempre e allora questo ci umanizza, ci rende più umani. Accaparrarci la vita ci rende ansiosi, molesti, arroganti, capricciosi e ladri. 

Gesù, invece, arriva nella morte e ci salva. Ci chiama per nome come nel vangelo: «Lazzaro, vieni fuori!» (Gv 11,43). Lazzaro esce fuori perché è chiamato. Anche noi, allora, dobbiamo uscire e levarci quel sudario dell’apparire, le bende che coprono le mani dell’operosità e i piedi del cammino autentico. 

Ma non è facile mettere mani e piedi nelle mani del Signore. Significa mettere nelle mani del Signore tutto noi stessi. Il tema di quest’anno («Tra di voi non è così») ci deve insegnare a capire di non mettere noi al centro. Questo ci sollecita a fare un’altra domanda: A che punto stiamo nel levarci le bende e il sudario? Quando andiamo nelle parrocchie facciamo quello che diciamo di fare alla gente? Siamo noi stessi sempre sia in parrocchia che in seminario oppure facciamo gli ipocriti?

 

Perché se non siamo uno e non lo siamo dappertutto possiamo restare a casa  perché questo cammino non fa per noi. Dobbiamo pregare il Signore di aiutarci a tacere tra di noi e di non chiedere agli altri con le parole più di quanto facciamo con le nostre azioni. Dobbiamo pregare il Signore di darci un cuore puro. 

Solo così possiamo aiutare a togliere le bende e il sudario alle persone che il Signore ci mette di fronte. Aiutare gli altri in modo semplice, anche con una parola ma senza mai pavoneggiarci. 

Che questa settimana santa sia lavacro di rigenerazione per la remissione di peccati, come nel battesimo, per donare tutto ciò che siamo a Te solo per amore e senza più paura.

 

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