La storia più bella!? Gesù.

La storia più bella!? Gesù.

La storia più bella!? Gesù.

Anche quest’anno il nostro seminario ha vissuto con intensità la settimana di preghiera per le missioni con l’ora media animata dal gruppo di interesse G.A.M.I.S e con la visita di don Ciro Biondi, ex alunno del nostro seminario, presbitero della Diocesi di Nola, attuale responsabile del Pontificio Ufficio Missioni, per anni missionario prima in Cina poi in Papua Nuova Guinea.
Don Ciro, ha catturato sin dalle prime battute tutti noi, grazie alla sua schiettezza, al suo essere diretto, ci ha trasmesso con vigore la sua esperienza di missionario illustrandoci gli strumenti necessari, le caratteristiche e l’operato di chi è chiamato ad essere missionario.

Annunciare il Vangelo: la storia più bella mai scritta, la storia più bella da raccontare; questo secondo don Ciro il principio, il punto medio e il fine dell’essere missionario. Avere un rapporto con il Signore, essere assidui frequentatori alla sua presenza, essere innamorati del Vangelo, imitatori di Cristo che con semplicità ha incontrato l’uomo con le sue fragilità, nella sua quotidianità. Più che scavare pozzi e costruire ospedali, opere sicuramente necessarie, l’azione missionaria consta nel portare alla gente la Buona notizia del Vangelo, dare l’uomo a Dio e Dio all’uomo. Riprendendo il Beato padre Manna, don Ciro delinea i tre punti focali dell’azione missionaria: cooperare con Dio nella Trinità, essere partecipi, e quindi veicolare quell’Amore che da essa parte per realizzare pienamente l’uomo riuscendo così a guardare il prossimo con gli occhi di Dio scorgendo negli occhi dell’uomo Dio stesso; cooperazione tra le Chiese, ovvero la collaborazione tra chi non ha difficoltà nella gestione economica e chi invece vive di stenti, una sorta di mutuo soccorso che valichi i confini geografici; cooperazione Ecumenica: Cristo non può essere diviso tra le varie Chiese Cristiane, prima ancora dell’evangelizzazione urge un serio e sincero dialogo Ecumenico, non possiamo essere credibili con le nostre divisioni. Si sono così delineati due aspetti fondamentali nell’identikit del missionario: Mistico e Martire. Mistico è colui che mette tutto in secondo piano e vive solo nella vita dell’altro; Martire perché l’amore è solo nel martirio cioè nel dare senza contare!

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