Apriamo il nostro cuore

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Apriamo il nostro cuore

Alla fine dell’anno la celebrazione eucaristica del padre rettore è un momento di comunione e di ringraziamento. Ognuno di noi può affidare al Signore le ferite e le difficoltà, le tante gioie e momenti comunitari vissuti durante l’anno affinché la nostra vita possa essere sempre più conforme al Vangelo. Durante l’omelia, infatti, p. Franco riprendendo il Vangelo (Gv 19, 31-37) ci ha fatti riflettere sugli istanti della morte di Gesù: “come si vive così si muore”. Gesù è morto con il cuore aperto dal quale sono fuoriusciti sangue ed acqua dono di misericordia infinita che ci rende amati e salvati in Lui. Anche durante la sua vita Gesù è sempre stato un uomo dal cuore aperto agli altri, agli ultimi, ai sofferenti. Il rettore ha richiamato l’episodio dell’emorroissa che tra la folla tocca Gesù il quale sente fuoriuscire da se stesso un flusso di amore gratuito. Così come è gratuito anche il dono completo di sé sulla Croce. Apriamo anche noi il nostro cuore come Gesù che non ha mai rinunciato ad essere pane spezzato per gli altri. Apriamo anche noi i recinti delle nostre relazioni per accogliere quelli che sono fuori dall’ovile perché emarginati e maltrattati. Non abbiamo paura delle sfide che ci vengono proposte ogni giorno dalla vita. Martin Lutero diceva: “La paura bussò alla porta. La fede andò ad aprire. Non trovò nessuno”. Quante volte la paura bussa alla porta del nostro cuore? Noi come apriamo? Contro le nostre paure e le varie tentazioni estive il rettore ci ha invitati ad essere testimoni di fede e speranza e non di paura e disperazione. Apriamoci alla Parola e di conseguenza apriamoci agli altri. Il rettore ha poi concluso l’omelia con una preghiera del XIV sec: “Cristo non ha mani, ha soltanto le nostre mani per fare il suo lavoro oggi. Cristo non ha piedi, ha soltanto i nostri piedi per guidare gli uomini sui suoi sentieri. Cristo non ha labbra, ha soltanto le nostre labbra per raccontare di sé agli uomini di oggi. Noi siamo l’unica Bibbia che i popoli leggono ancora; siamo l’unico messaggio di Dio, scritto in opere e parole”. Amen!

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