Nel segno della speranza: un seme che fiorisce per la giustizia

Nel segno della speranza: un seme che fiorisce per la giustizia

Nel segno della speranza: un seme che fiorisce per la giustizia

Il giorno 26 febbraio 2014 nell’Aula Magna della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sez. San Luigi di Napoli è stata conferita ad honorem la Licenza in Teologia Biblica a don GIUSEPPE DIANA, presbitero della Chiesa di Aversa ucciso nella sua parrocchia il 19 marzo 1994 a Casal di Principe ed ex-alunno della Facoltà e del Pontificio Seminario Campano Interregionale di Napoli (Posillipo). Al “momento accademico”, così definito dal Vice-preside della Facoltà e Decano della Sezione San Luigi Prof. Padre Sergio BASTIANEL S.I., con la partecipazione dei familiari e amici di don Peppe Diana e dell’intera sezione accademica ha partecipato anche il Vescovo della diocesi normanna Mons. Angelo Spinillo. Tale momento, voluto fortemente dall’Istituto di Storia del Cristianesimo diretto dal Prof. Sergio Tanzarella, ha avuto un sapore di condivisione e di testimonianza. Erano presenti all’incontro il Prof. Mons. ETTORE FRANCO, Animatore di comunità di Don Peppe Diana al P.S.C.I. di Posillipo e il Prof. don GIOVANNI DI NAPOLI, compagno di seminario e di studi. Nel prendere la parola il prof. Franco ha presentato l’aspetto accademico di don Peppino ricordandone l’impegno e la passione per gli studi biblici. Il ricordo accademico è stata una condivisione di esperienza e di testimonianza rintracciando nel percorso vocazionale e accademico la connessione tra lo studio e la vita vissuta mediante una sana maturazione e un’intelligenza nella fede non slegata dalla vita pastorale. Don Peppe non ha potuto completare il lavoro accademico sul tema dell’affidabilità del profeta, ma con la donazione della propria vita ha scritto con il suo sangue una profezia vissuta poiché ha lottato, accanto al suo popolo e per amore del suo popolo, nel tentativo di difendere i diritti che la camorra negava. Il compagno di corso – il prof. Di Napoli – , invece, ritraeva il percorso vocazionale scandendo alcuni momenti forti vissuti assieme all’amico martire descrivendolo come un uomo profondo spiritualmente e pieno di vitalità nel mettersi in prima fila nell’impegno quotidiano al servizio della Chiesa. Tale incontro, ha ribadito Mons. Spinillo nel consegnare il diploma ai familiari, non è stata solo una semplice commemorazione bensì un gesto significativo di un percorso da continuare a viverlo nel corso della nostra storia personale e comunitaria, dove si diviene annunziatori della Buona Notizia. “Essere seme che muore per far fiorire la giustizia” è il monito che ci impegna come comunità credente per una vita spesa al servizio del Vangelo nella coerenza di vita.

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